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A 5p charge for plastic bags in England is to be introduced by the government in a bid to discourage their use.

Deputy Prime Minister Nick Clegg is to unveil the plans at the Liberal Democrat party conference this weekend.

Ministers are said to be concerned at the environmental impact of the bags, particularly on waterborne animals.

The charge, which will only apply to supermarkets and larger stores, will begin after the 2015 election, with the proceeds going to charities.

A similar charge applying to the single-use carrier bags made from both plastic and paper is already in effect in Wales and Northern Ireland.

Read more on BBC News: http://www.bbc.com/news/uk-politics-24088523

Ministers have been condemned as ‘shameful’ and ‘devious’ after they blocked international efforts to ban plastic bags.

David Cameron once claimed his government would be the ‘greenest ever’, and signed up to efforts to reduce the number of throwaway bags handed out at tills.

But it has emerged that ministers have been secretly working behind the scenes in Brussels to kill off controls.

But the UK claims this is illegal under European law. Its intervention has stopped the measure in its tracks – and prevented other European governments from adopting similar schemes.

Britain’s decision has apparently put the commercial interests of plastic bag manufacturers ahead of the need to tackle litter, blight and harm to wildlife. 

It contradicts pledges made by Mr Cameron and Nick Clegg dating back to February 2008, when they offered their support to the Daily Mail’s ‘Banish the Bags’ campaign.

Italian ministers and environmental campaigners are furious about the role played by the Government.

 

Read more on: Daily Mail

Britain's decision not to back a European law banning plastic bags has caused friction with Italy and stunned environmental campaigners.

Italy's Environment Minister has criticised Britain's lack of support for the law, describing it as 'astounding' particularly for a seafaring nation.

Environmental campaigners have also been left flabbergasted by Britain's move earlier this month, especially given the Coalition government's support for reducing the environmental impact of bags on the landscape and wildlife.

Read more on: Daily Mail

Intervista a David Newman, Assobioplastiche

L’ennesima pagina della saga dei sacchetti banditi l’ha scritta la Gran Bretagna, che per la seconda volta si è opposta al bando italiano, facendo slittare le decisioni di Bruxelles a settembre. Perché proprio loro ritengono così importante fermare il decreto? Possibile che ci riescano? Intervista a David Newman, Segretario generale di Assobioplastiche (e inglese...)

Leggi tutto su: Eco dalle Città

Thursday, 09 March 2017 09:07

Come Chiedere la Certificazione

Come chiedere il marchio “Compostabile CIC”

 

Per la richiesta del marchio "compostabile CIC" siete pregati di contattare il ns ufficio tecnico di Milano, utilizzando il form dei contatti di questo sito.

 

 

 

 

Thursday, 09 March 2017 09:01

I benefici della Certificazione

logo compostabile CIC

I benefici del marchio “Compostabile CIC”

Il Marchio Compostabile CIC nasce dalla necessità di poter identificare con chiarezza quali prodotti siano oggettivamente compostabili.

L’utilizzo di manufatti con il marchio “Compostabile CIC” garantisce vantaggi per tutti:

IL PRODUTTORE 

Chi produce manufatti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” può promuoverli ed immetterli sul mercato come oggettivamente compostabili”

IL CONSUMATORE 

Chi acquista prodotti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” sa che si tratta di manufatti dotati di una qualità oggettiva, la compostabilità, che ne determina la capacità di essere sottoposti a recupero organico e che hanno pertanto un minor impatto ambientale

IL COMPOSTATORE 

Il compostatore sa che i manufatti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” sono oggettivamente idonei al compostaggio e dunque, ove trattati negli impianti di compostaggio industriale, non influiscono negativamente né sul processo di compostaggio né sulla qualità del compost finale.

Sunday, 11 January 2015 00:00

Entrato in vigore il D. Lgs 205/10

Il D.Lgs 205/10 è entrato in vigore il 25 dicembre 2010. Rende obbligatorio l'utilizzo di sacchetti compostabili e certificati per la raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti".

Modificata la parte IV del D.lgs. 152/2006 dal D.LGS 205/2010 che recepisce la “Direttiva Rifiuti”: cosa cambia in riferimento alla raccolta, trattamento e riciclo dei rifiuti organici.

 Scaricare qui i nostri commenti

 

 

 

L'iter di conversione in Legge del Dlgs 2/2012 è terminato con la pubblicazione della Legge nella G.U. del 24/3/2012

 

Scarica il documento

 

Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione ovvero Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP)

CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE COLLETTIVA E LA FORNITURA DI DERRATE ALIMENTARI

PDF Nuovi criteri per gli acquisti pubbici verdi nella ristorazione collettiva, GU del 21/9/2011

 

 

Thursday, 15 January 2015 00:00

Il Marchio Compostabile

compost

IL MARCHIO “COMPOSTABILE CIC”

Il CIC nel 2006 ha registrato un marchio che consente di contraddistinguere i materiali e i prodotti compostabili, ossia idonei a trasformarsi in compost se sottoposti a recupero mediante compostaggio industriale. 

Si tratta di un marchio attestante l’oggettiva qualità del Prodotto di essere sottoponibile al processo di compostaggio industriale. 

Il Marchio viene rilasciato in base alla certificazione di compostabilità ottenuta da un ente certificatore accreditato.

Perché nasce il marchio “Compostabile” del Consorzio Italiano Compostatori?

Le materie plastiche sono alla base di una grande varietà di articoli di largo consumo: shoppers, imballaggi, stoviglie usa e getta, teli per la pacciamatura in agricoltura ecc. Il grande successo commerciale delle materie plastiche, registrato nella seconda metà del secolo scorso, è dovuto ad alcune caratteristiche vincenti. Le plastiche sono economiche, leggere, hanno buone proprietà fisico-meccaniche, resistono alla degradazione. La contropartita di questo sviluppo esponenziale è stato un concomitante incremento dei rifiuti. La resistenza alla biodegradazione, caratteristica favorevole durante l’uso, si tramuta in un potenziale danno nel momento in cui il prodotto diventa rifiuto.

Il problema della completa resistenza alla degradazione si manifesta specialmente se il prodotto di plastica viene abbandonato nell’ambiente o viene avviato al processo di compostaggio che, come noto, è destinato ai soli materiali biodegradabili. Nel caso di impianti di compostaggio, il costo di cernita, vagliatura e smaltimento delle impurità plastiche ammonta a circa 26.000.000 Euro l’anno. E’ chiaro pertanto che quando prodotti di plastica vengono avviati al compostaggio devono possedere una dote innovativa, assente nelle plastiche tradizionali: la compostabilità.

L’alternativa

In risposta a queste problematiche, oggi sono usati materiali che si decompongono naturalmente durante il processo di compostaggio, cioè in un ciclo di circa 90 giorni, come ad esempio le bioplastiche e la carta. L’utilizzo di questi materiali consente un notevole risparmio economico (viene eliminato il lavoro di cernita e vagliatura e l’avviamento allo smaltimento) e l’ottenimento di un compost di più alta qualità con un conseguente minore danno ambientale.

Cosa significa compostabile ?

I manufatti che si decompongono nel corso del processo di compostaggio sono definiti compostabili. La definizione di “compostabiltà” è descritta in uno standard europeo: la Norma UNI EN 13432 del 2002. Secondo questa norma un prodotto per essere definito compostabile deve essere biodegradabile e disintegrabile in tempi brevi, ossia deve essere trasformato dai microrganismi in acqua, anidride carbonica e fertile compost. Infine, per essere definito compostabile, il manufatto deve risultare compatibile con un processo di compostaggio, cioè non deve rilasciare sostanze pericolose e non deve alterare la qualità del compost prodotto.

Chi certifica che un materiale è compostabile?

L’istituto di certificazione che si occupa di verificare e certificare la compostabilità dei materiali e dei manufatti è Certiquality S.r.l. - un Istituto di Certificazione della Qualità. Il materiale o il manufatto da certificare viene presentato a Certiquality, analizzato da laboratori specializzati e certificato da Certiquality come compostabile.

Quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo di materiali che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC?

L’utilizzo di manufatti certificati CIC garantisce vantaggi per tutti:

  • IL PRODUTTORE
    Chi produce manufatti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” può promuoverli ed immetterli sul mercato come oggettivamente compostabili.

  • IL CONSUMATORE
    Chi acquista prodotti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” sa che si tratta di manufatti dotati di una qualità oggettiva, la compostabilità, che ne determina la capacità di essere sottoposti a recupero organico e che hanno pertanto un minor impatto ambientale.
  • IL COMPOSTATORE
    Il compostatore sa che i manufatti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” sono oggettivamente idonei al compostaggio e dunque, ove trattati negli impianti di compostaggio industriale, non influiscono negativamente né sul processo di compostaggio né sulla qualità del compost finale.

  • LA GRANDE DISTRIBUZIONE
    L’ultima Legge Finanziaria ha indicato come obiettivo la messa al bando dei sacchetti monouso non biodegradabili entro il 2010.
  • GLI AGRICOLTORI
    Possono riconoscere con facilità quali prodotti (teli) usati per la pacciamatura siano in grado di decomporre naturalmente sul suolo senza richiedere interventi di raccolta a fine stagione evitando così gli elevati costi di smaltimento.