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La Guardia di Finanza della provincia di Rovigo ha effettuato ad inizio Aprile un sequestro di 18.0000 buste di plastica illegali in 5 diversi esercizi commerciali, contrastando la diffusione di shopper per asporto merci non conformi alla Normativa vigente.

 

Si tratta di un fenomeno tutt'altro che isolato se in base ai dati dell’osservatorio di Assobioplastiche, in media 7 ambulanti su 10 e 8 commercianti al dettaglio su 10 distribuiscono sacchetti fuori legge, nonostante la legge sia entrata definitivamente in vigore il 24 marzo 2012 e il regime sanzionatorio dall’11 agosto 2014.

 

Il CIC ricorda che solamente gli shopper in carta, bioplastica compostabile certificati ai sensi dello standard Europeo EN13432 possono essere impiegati per la raccolta differenziata degli scarti organici. Il logo "Compostabile CIC" garantisce l'accesso agli impianti di biogas e di compostaggio del Consorzio Italiano Compostatori.

 

Maggiori informazioni sul sequestro di shopper illegali qui

Legambiente pubblica un'indagine sui sacchetti nella GdO. Su 37 sacchetti per la spesa prelevati presso diversi punti vendita della Grande distribuzione organizzata in sette regioni, ben 20, pari al 54% del totale, sono risultati non conformi alla legge che ha messo al bando gli shopper non compostabili. È questo il risultato della campagna di monitoraggio organizzata da Legambiente, grazie al lavoro dei suoi circoli locali e comitati regionali, effettuata tra la fine di novembre 2014 e le vacanze natalizie per valutare il rispetto della legge, ormai in vigore da anni, che ha permesso all’Italia di mettere al bando i sacchetti di plastica che purtroppo però continuano ad essere ancora molto diffusi.

Sono 5 le regioni dove sono stati prelevati i sacchetti non conformi alla legge: Campania (7 sacchetti), Basilicata (6), Puglia (3), Calabria (3) e Lazio (1). I sacchetti prelevati in Lombardia e Veneto invece sono risultati regolari. A livello provinciale la situazione è la seguente: Potenza (6 sacchetti fuori legge), Avellino, Bari e Napoli (3), Vibo Valentia (2), Benevento, Catanzaro e Roma (1). Suddividendo i 20 casi di sacchetti fuori legge per punti vendita delle aziende della Grande distribuzione, si ottiene questa classifica: Sigma (5 sacchetti non conformi), A&O (3), Crai, Eurospin e Sisa (2), Conad, Despar/Eurospar, Eurocisette, Imagross, M.A. Supermercati/Gros, Maxisidis/Intersidis (1).

 

Scarica il dossier qui

 

Per conoscere quali sono i sacchetti giusti per la raccolta differenziata dello scarto organico leggi qui le indicazioni pratiche del Consorzio Italiano Compostatori!

 

Truffa degli shopper: due su tre non risultano compostabili

 

Sequestrati a Milano e Assago quasi 100 milioni di sacchetti in plastica non-compostabile, per un valore stimato di 15 milioni di euro; si tratta di un esempio eclatante della diffusione di sacchetti in plastica a perdere che non sono conformi alla Normativa Italiana e che danneggiano il settore del compostaggio. Un sacchetto in plastica convenzionale non può essere impiegato nella raccolta differenziata del biorifiuto.

Scarica l'articolo del Messaggero del 9-3-2015

Il Consorzio Italiano Compostatori ricorda che la raccolta dello scarto organico (avanzi alimentari) va effettuata con sacchetti che siano biodegradabili e compostabili, come il loro contenuto. Soltanto così il sacchetto contribuisce all'effettivo recupero dei rifiuti e alla produzione di compost di qualità.

I sacchetti certificati "compostabile-CIC" sono lo stumento giusto per la raccolta differenziata dello scarto organico e il compostaggio.

Marzo 2015

Gli shopper compostabili hanno una seconda vita p.es. se impiegati per la raccolta differenziata degli scarti organici. Purtroppo molti shopper additivati vengono commercializzati con la dicitura "biodegradabile", dicitura che però è riservata ai soli shopper compostabili conformi alla UNI EN 13432:2002.

Per questo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su segnalazione di Assobioplastiche, ha invitato 17 insegne della GDO a rimuovere i claim di biodegradabilità dagli shopper in materiale plastico additivato; tali insegne hanno comunicato di aver smaltito gli shopper in materiale plastico additivato e di averli sostituiti con shopper biodegradabili e compostabili.

Leggi il Comunicato di Assobioplastiche in allegato.