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Il Marchio Compostabile

compost

IL MARCHIO “COMPOSTABILE CIC”

Il CIC nel 2006 ha registrato un marchio che consente di contraddistinguere i materiali e i prodotti compostabili, ossia idonei a trasformarsi in compost se sottoposti a recupero mediante compostaggio industriale. 

Si tratta di un marchio attestante l’oggettiva qualità del Prodotto di essere sottoponibile al processo di compostaggio industriale. 

Il Marchio viene rilasciato in base alla certificazione di compostabilità ottenuta da un ente certificatore accreditato.

Perché nasce il marchio “Compostabile” del Consorzio Italiano Compostatori?

Le materie plastiche sono alla base di una grande varietà di articoli di largo consumo: shoppers, imballaggi, stoviglie usa e getta, teli per la pacciamatura in agricoltura ecc. Il grande successo commerciale delle materie plastiche, registrato nella seconda metà del secolo scorso, è dovuto ad alcune caratteristiche vincenti. Le plastiche sono economiche, leggere, hanno buone proprietà fisico-meccaniche, resistono alla degradazione. La contropartita di questo sviluppo esponenziale è stato un concomitante incremento dei rifiuti. La resistenza alla biodegradazione, caratteristica favorevole durante l’uso, si tramuta in un potenziale danno nel momento in cui il prodotto diventa rifiuto.

Il problema della completa resistenza alla degradazione si manifesta specialmente se il prodotto di plastica viene abbandonato nell’ambiente o viene avviato al processo di compostaggio che, come noto, è destinato ai soli materiali biodegradabili. Nel caso di impianti di compostaggio, il costo di cernita, vagliatura e smaltimento delle impurità plastiche ammonta a circa 26.000.000 Euro l’anno. E’ chiaro pertanto che quando prodotti di plastica vengono avviati al compostaggio devono possedere una dote innovativa, assente nelle plastiche tradizionali: la compostabilità.

L’alternativa

In risposta a queste problematiche, oggi sono usati materiali che si decompongono naturalmente durante il processo di compostaggio, cioè in un ciclo di circa 90 giorni, come ad esempio le bioplastiche e la carta. L’utilizzo di questi materiali consente un notevole risparmio economico (viene eliminato il lavoro di cernita e vagliatura e l’avviamento allo smaltimento) e l’ottenimento di un compost di più alta qualità con un conseguente minore danno ambientale.

Cosa significa compostabile ?

I manufatti che si decompongono nel corso del processo di compostaggio sono definiti compostabili. La definizione di “compostabiltà” è descritta in uno standard europeo: la Norma UNI EN 13432 del 2002. Secondo questa norma un prodotto per essere definito compostabile deve essere biodegradabile e disintegrabile in tempi brevi, ossia deve essere trasformato dai microrganismi in acqua, anidride carbonica e fertile compost. Infine, per essere definito compostabile, il manufatto deve risultare compatibile con un processo di compostaggio, cioè non deve rilasciare sostanze pericolose e non deve alterare la qualità del compost prodotto.

Chi certifica che un materiale è compostabile?

L’istituto di certificazione che si occupa di verificare e certificare la compostabilità dei materiali e dei manufatti è Certiquality S.r.l. - Istituto di Certificazione della Qualità accreditato dall’Ente Italiano di Accreditamento ACCREDIA. Il materiale o il manufatto da certificare viene presentato a Certiquality, analizzato da laboratori specializzati e certificato da Certiquality come compostabile.

Quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo di materiali che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC?

L’utilizzo di manufatti certificati CIC garantisce vantaggi per tutti:

  • IL PRODUTTORE
    Chi produce manufatti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” può promuoverli ed immetterli sul mercato come oggettivamente compostabili.

  • IL CONSUMATORE
    Chi acquista prodotti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” sa che si tratta di manufatti dotati di una qualità oggettiva, la compostabilità, che ne determina la capacità di essere sottoposti a recupero organico e che hanno pertanto un minor impatto ambientale.
  • IL COMPOSTATORE
    Il compostatore sa che i manufatti che hanno ottenuto il marchio “Compostabile CIC” sono oggettivamente idonei al compostaggio e dunque, ove trattati negli impianti di compostaggio industriale, non influiscono negativamente né sul processo di compostaggio né sulla qualità del compost finale.

  • LA GRANDE DISTRIBUZIONE
    L’ultima Legge Finanziaria ha indicato come obiettivo la messa al bando dei sacchetti monouso non biodegradabili entro il 2010.
  • GLI AGRICOLTORI
    Possono riconoscere con facilità quali prodotti (teli) usati per la pacciamatura siano in grado di decomporre naturalmente sul suolo senza richiedere interventi di raccolta a fine stagione evitando così gli elevati costi di smaltimento.
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